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Susanna Raule - Il Club dei Cantanti Morti

Posted By: Anthias_31
Susanna Raule - Il Club dei Cantanti Morti

Susanna Raule - Il Club dei Cantanti Morti
Italian | Iniziative Editoriali | 2014 | ASIN: B00MMEGSDU | 424 pages | EPUB | 3 MB

Jimmy Razor è appena morto, nella sua lussuosa villa di Los Angeles, fatto e solo. Era giovane, era dannato, era forse l’ultima rockstar a vivere all’altezza del suo mito… nessuno sa come si sia spento.
E questo sta creando un sacco di problemi.
Al Club dei Cantanti Morti, che deve decidere se accoglierlo o meno tra i suoi iscritti. Date le personalità dei soci, per il presidente, John Lennon, la cosa rappresenta una grana gigantesca. Cobain e Morrison sono fieramente contro, Janis Joplin è possibilista, Sid Vicious vuole solo bere qualcosa. L’ultima riunione del club è stata un incubo ed è sempre più chiaro che per risolvere la questione bisognerà assoldare dei consulenti.
Ai ragazzi della Morte, il più alto ordine di funzionari della Trista Mietitrice, per cui la dipartita immotivata di Jimmy è un’onta professionale che dev’essere lavata al più presto. Non fosse che “al più presto”, per chi tanto è già morto, può essere una dizione piuttosto relativa.
Al detective Jack Wyte della polizia di Los Angeles, che si trova per le mani un caso ad alta esposizione mediatica. Il che significa che i suoi superiori gli staranno con il fiato sul collo giorno e notte – e Jack è troppo stanco e cinico per queste stronzate.
A Weasley Pennington e Nastasia Scott-Greene, titolati inglesi, ficcanaso privati, che sono stati assunti dal Club per far luce sulla morte di Jimmy, dalla loro lussuosa suite e con tutto l’appoggio delle loro conoscenze altolocate. Peccato solo che Los Angeles sia un posto così volgare.
A Dare, la misteriosa ragazza vestita di scuro, che compare dall’ombra e svanisce nel buio. E che si rende conto per prima che la casa di Jimmy, la villa in cui è morto inspiegabilmente… ha qualcosa di sbagliato.
O almeno… un pezzo di cemento, per quanto di impeccabile design, non dovrebbe dare l’impressione di starsi leccando i baffi, no?