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Zygmunt Bauman, David Lyon, "Sesto potere: La sorveglianza nella modernità liquida"

Posted By: TimMa
Zygmunt Bauman, David Lyon, "Sesto potere: La sorveglianza nella modernità liquida"

Zygmunt Bauman, David Lyon, "Sesto potere: La sorveglianza nella modernità liquida"
Laterza | 2014 | ISBN: 8858120558 | Italian | EPUB | 186/134 pages | 0.2/0.3/0.7 MB

Non ci sarà più luogo dove rifugiarsi per non essere spiati. Per nessuno. La sorveglianza è una dimensione chiave del nostro mondo: siamo costantemente controllati, messi alla prova, valutati, giudicati nei più piccoli dettagli della vita quotidiana. E il paradosso è che siamo proprio noi – i sorvegliati – a fornire il più grande volume di informazioni personali, caricando contenuti sui social network, usando la nostra carta di credito, facendo acquisti e ricerche on line. Questo perché il bisogno di salvaguardare la nostra solitudine ha ceduto il posto alla speranza di non essere mai più soli e la gioia di essere notati ha avuto la meglio sulla paura di essere scoperti e incasellati.
«Oggi i professionisti del controllo sono molto diversi dai sorveglianti vecchio stile che vigilavano sulla monotonia di una routine vincolante. Piuttosto, si dedicano a dare la caccia agli schemi estremamente volatili dei desideri e dei comportamenti ispirati da quei desideri.» La collaborazione volontaria, anzi entusiastica, dei manipolati è la loro grande risorsa
Zygmunt Bauman e David Lyon si confrontano con un tema che ogni giorno di più acquista potere sulle nostre vite: cosa significa essere osservati e di continuo osservare e con quali conseguenze politiche e morali.


Presentazione degli Autori

La sorveglianza fa sempre più spesso notizia, e ciò rispecchia la sua rapida ascesa in molti ambiti di vita. Ma in realtà essa si espande silenziosamente da decenni ed è una caratteristica fondamentale del mondo moderno. Poiché quel mondo si trasforma da una generazione all’altra, anche la fisionomia della sorveglianza cambia costantemente. Oggi le società moderne appaiono talmente fluide che si può dire si trovino in una fase «liquida». Cittadini, lavoratori, consumatori e viaggiatori odierni, sempre in moto ma spesso privi di certezze e legami durevoli, apprendono che i loro movimenti sono monitorizzati, tracciati e localizzati. Anche la sorveglianza scivola a poco a poco in uno stato liquido.
In questo volume analizziamo, in forma di conversazione, fino a che punto la nozione di sorveglianza liquida possa essere di aiuto nel cogliere ciò che sta avvenendo in quel mondo di monitoraggio, tracciamento, pedinamento, selezione, controllo e sistematica osservazione che chiamiamo sorveglianza. È questo il principale filo conduttore della nostra conversazione. Essa si confronta sia con i dibattiti storici sulla progettazione di sistemi panottici sia con gli sviluppi contemporanei di uno sguardo globalizzato che sembra non lasciare luoghi in cui nascondersi, e nello stesso tempo viene accolto con favore in quanto tale. Ma il nostro dialogo – cui diamo un contributo sostanzialmente paritario – si spinge a toccare grandi questioni che a volte vengono ignorate dai dibattiti sulla sorveglianza.
È dalla fine degli anni Settanta (o dall’inizio degli Ottanta, nessuno di noi due lo ricorda con esattezza) che siamo in contatto e occasionalmente discutiamo di nuove tecnologie, sorveglianza, sociologia e teoria sociale. Bauman ha continuato a utilizzare nell’ambito della sua opera la critica del Panopticon e dintorni, e ha incoraggiato Lyon a proseguire nella sua analisi della sorveglianza. Più recentemente, nel 2008, abbiamo preparato in modo coordinato due relazioni al convegno biennale della Surveillance Studies Network (al quale Bauman non ha potuto partecipare di persona). L’intervento di Lyon è stato pubblicato nel numero di dicembre 2010 di «International Political Sociology» con il titolo Liquid surveillance: the contribution of Zygmunt Bauman’s work to surveillance studies, mentre quello di Bauman è inedito. La nostra conversazione è avvenuta via email tra settembre e novembre del 2011.



Gli Autori
Nato da genitori ebrei a Poznań, città della Polonia, nel 1925, Zigmunt Bauman fuggì nella zona di occupazione sovietica dopo che la Polonia fu invasa dalle truppe tedesche nel 1939 all'inizio della seconda guerra mondiale; successivamente, divenuto comunista, si arruolò in una unità militare sovietica. Dopo la guerra, egli iniziò a studiare sociologia all'Università di Varsavia, dove insegnavano Stanislaw Ossowsky e Julian Hochfeld. Durante una permanenza alla London School of Economics, preparò la sua maggiore dissertazione sul socialismo britannico che fu pubblicata nel 1959.
Bauman collaborò con numerose riviste specializzate tra cui la popolare Socjologia na co dzien ("La Sociologia di tutti i giorni", del 1964), che raggiungeva un pubblico più vasto del circuito accademico. Inizialmente, egli rimase vicino al marxismo-leninismo ufficiale; si avvicinò in seguito ad Antonio Gramsci e Georg Simmel soprattutto dopo il 1956 e la destalinizzazione.
Nel marzo del 1968, la ripresa dell'antisemitismo, utilizzato anche nella lotta politica interna in Polonia, spinse molti ebrei polacchi a emigrare all'estero; tra questi, molti intellettuali distaccatisi dal regime. Bauman, che aveva perso la sua cattedra all'Università di Varsavia, fu uno di questi. Egli dapprima emigrò in Israele per andare a insegnare all'Università di Tel Aviv; successivamente accettò una cattedra di sociologia all'Università di Leeds, dove dal 1971 al 1990 è stato professore. Dal 1971 ha quasi sempre scritto in lingua inglese. Sul finire degli anni ottanta, si è guadagnato una fama internazionale grazie ai suoi studi riguardanti la connessione tra la cultura della modernità e il totalitarismo, in particolar modo sul nazismo e l'Olocausto. Ha assunto anche la nazionalità inglese.
Il 17 aprile 2015 Zygmunt Bauman ha ricevuto la laurea honoris causa in Lingue moderne, letterature e traduzione letteraria presso il complesso Ecotekne dell'Università del Salento.
Bauman muore il 9 gennaio 2017.


David Lyon dirige il Surveillance Studies Centre, è un professore di sociologia, detiene una cattedra di ricerca alla Queen’s Research ed è professore emerito presso la Facoltà di Giurisprudenza presso la Queen’s University a Kingston, Ontario.
Nato a Edimburgo, in Scozia, nel 1948, ha ricevuto una Laurea e il Ph.D. in Scienze Sociali e Storia presso l'Università di Bradford, nello Yorkshire, Regno Unito.
Meglio conosciuto a livello internazionale per il suo lavoro sugli studi di sorveglianza, definisce sorveglianza come le "operazioni e le esperienze di raccolta e analisi dei dati personali per l'influenza, il diritto o la gestione". Inoltre, ha sviluppato concetti chiave nel settore, come ad esempio "l'ordinamento sociale ". Ha anche insegnato e studiato nei settori dell'informazione, della globalizzazione, della secolarizzazione, e della postmodernità. E' autore, co-autore, curatore o co-editore di 28 libri, tradotti in 16 lingue.
E’ stato co-editore della rivista Surveillance & Society, Associate Editor della The Information Society e fa parte del comitato di redazione internazionale di un certo numero di altre riviste accademiche. Dal 2000 ha condotto una serie di progetti di gruppo; attualmente, del "Big Sorveglianza Data" (2015-2020). E’ anche membro dei comitati consultivi internazionali di altri grandi progetti sugli studi sulla sorveglianza.
Ha tenuto corsi in un certo numero di università, tra cui Auckland, Bir Zeit, Edimburgo, Leeds, Melbourne, Sydney, Rio de Janeiro, Tokyo, il Centre for Social and Economic Change di Bangalore, e l'École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Ha anche incoraggiato iniziative di ricerca sulla sorveglianza in tutto il mondo, soprattutto in Israele / Palestina e il Medio Oriente, Giappone e America Latina.